Costruire un modello di calcolo obbliga a rispondere a domande che nella conversazione si aggirano. Alcune risposte hanno smentito quello che avremmo detto a voce.
Nei mesi scorsi abbiamo costruito uno strumento che confronta il carico fiscale di una stessa attività in Italia e a San Marino, anno per anno. Non è stato tarato su ipotesi: riproduce al centesimo operazioni concluse del nostro archivio, e prima di funzionare ha dovuto superare oltre cinquecento verifiche.
Il beneficio che ci aspettavamo era di avere numeri pronti. Quello che è arrivato è diverso: costruire un modello obbliga a rispondere a domande che nella conversazione si aggirano. Non si può programmare un "dipende". Bisogna dire da cosa dipende, e di quanto.
Quattro risposte meritano di essere condivise, perché contraddicono cose che avremmo detto a voce senza esitare.
Nella rappresentazione corrente, i dividendi che risalgono dall'Italia a una holding sammarinese non scontano ritenuta, in presenza dei requisiti convenzionali. È esatto — ma non dal primo giorno.
La Convenzione, nel testo modificato nel 2012, richiede che la partecipazione sia detenuta da almeno dodici mesi alla data della delibera di distribuzione. Una holding costituita per l'operazione non ha quei dodici mesi quando si delibera sul primo esercizio: quella distribuzione ricade nell'ipotesi residuale e sconta il quindici per cento.
Non è un ostacolo permanente, ed è di solo calendario. Ma cade nell'anno in cui la struttura costa di più e rende di meno, e nei nostri calcoli, con socio che resta fiscalmente residente in Italia, il primo esercizio richiede fra i cento e i duecentocinquanta mila euro di utile in più rispetto alla media del quinquennio perché l'operazione stia in piedi.
Chi presenta il risparmio partendo dal primo anno sta mostrando un numero che non si verificherà.
Questo è il risultato che ci ha sorpresi di più, ed è quello che abbiamo verificato più volte prima di accettarlo.
Lo scenario che tutti immaginano per primo è il più semplice: l'azienda resta in Italia, la partecipazione passa sotto una holding sammarinese, cambia solo il percorso del dividendo. Con socio che rimane fiscalmente residente in Italia, questo scenario non raggiunge il pareggio a nessun livello di utile. Abbiamo verificato fino a cinque milioni.
La ragione è nell'ultimo passaggio, quello dalla società alla persona. Il socio residente in Italia sconta sui dividendi esteri un'imposta del ventisei per cento a titolo definitivo, senza credito per quanto già assolto a monte. Il percorso sammarinese somma quindi il prelievo sammarinese e quello italiano, contro un ventisei per cento secco della via domestica. Nessun aumento di utile ribalta un'aritmetica di questo tipo.
Ne segue una conclusione che vale la pena tenere: una holding sammarinese serve a trattenere utili, non a distribuirli. E abbiamo verificato anche il confronto con l'alternativa ovvia — una holding italiana — sul solo passaggio verso l'alto: il vantaggio sammarinese esiste, ma è di frazioni di punto. Non ripaga i costi di una struttura estera, se è quello l'unico obiettivo.
Dove la scelta sammarinese può avere ragioni diverse — reddito proprio della holding, plusvalenze, uscita — sono valutazioni che un modello di questo tipo non prezza, e che non abbiamo la pretesa di risolvere con un calcolo.
La domanda che riceviamo più spesso è quale sia la soglia dimensionale: da che fatturato conviene. È la domanda sbagliata, per due motivi.
Il primo è che il fatturato non c'entra: il vantaggio fiscale si misura sull'utile, non sui ricavi. Un'azienda con dieci milioni di giro d'affari e cinquantamila euro di utile non ha un problema fiscale — ha un problema di marginalità, e trasferirla non lo risolve.
Il secondo è che, a parità di utile, conta molto di più cosa si sposta. Nei nostri calcoli, spostare l'attività con un'operatività genuinamente nuova dimezza l'utile necessario al pareggio rispetto alla stessa attività proseguita: la differenza è dell'ordine di oltre trecentomila euro di utile richiesto. In termini di soglia, quella condizione vale quanto tutta la struttura.
E un dato che ci portiamo in testa quando ne parliamo: ogni dipendente sposta il pareggio di circa duecentottantamila euro di utile. Non perché il personale sammarinese costi più di quello italiano — al contrario. Ma perché è un costo fisso che va coperto prima che il vantaggio fiscale cominci a contare, e la struttura pesa sempre sul lato nuovo.
Su questo siamo espliciti perché i numeri lo sono.
Nei nostri calcoli, la residenza fiscale della persona pesa più di qualunque scelta sulla forma societaria. Le soglie di pareggio cambiano di ordine di grandezza a seconda che il socio resti fiscalmente radicato in Italia o meno, e lo scenario del punto 2 — quello che non pareggia mai — cambia natura.
Non è una raccomandazione: è la constatazione che la variabile decisiva sta a monte delle scelte societarie, e che valutarla richiede di esaminare una situazione personale concreta, con i suoi vincoli familiari, professionali e patrimoniali. Non è materia da modello, ed è la prima cosa che va messa sul tavolo quando l'obiettivo dichiarato è quello.
Tre di queste quattro risposte sono meno favorevoli di quanto avremmo detto senza fare i conti. La quarta sposta il discorso su un piano che molti preferiscono non affrontare all'inizio.
Le scriviamo lo stesso, per una ragione pratica: chi si accorge di questi punti dopo aver costituito una struttura ha speso male dei soldi. Preferiamo che li scopra prima, anche quando la risposta è che l'operazione non conviene.
E perché il rischio del nostro mestiere non è dire di no a chi poteva farcela: è dire di sì a chi non poteva.
Un primo orientamento in un minuto, senza lasciare dati: un percorso di sei domande, le risposte restano sul suo dispositivo.
Un primo orientamentoQuesta nota espone risultati di calcolo su ipotesi dichiarate e non costituisce un parere riferito a una situazione specifica. Ogni operazione ha elementi propri che ne modificano le conclusioni, e i numeri citati variano al variare delle ipotesi.
Nicola Ciavatta
United Consulting S.r.l. — Repubblica di San Marino